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Inviato: Ven 15/12/2017 - 04:40
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Belting e voicecraft in Italia e nel musical
MessaggioInviato: Ven 24/03/2017 - 14:31 Rispondi citando
Stonato
Cantante Apprendista
Cantante Apprendista
Registrato: 22/03/17 17:35
Messaggi: 35




Quali cantanti italiani fanno uso di questa tecnica e come la si riconosce? In cosa consiste anatomicamente e acusticamente? Renga ha dichiarato di usarla e infatti, pur dichiarandosi tenore, le sue corde di baritono leggero/baritenore non gli consentirebbero di raggiungere quelle note. Nel mondo del musical ho dei dubbi su Matteo Setti che, pur avendo un timbro chiarissimo ( che è anche tipico dei baritoni brillanti e non solo dei tenori leggeri), ha un che di differente da Graziano Galatone, la cui pienezza e facilità di emissione sono impressionanti e assolutamente tenorili. Alcune volte Setti sembra avere risonanze toraciche e poca potenza nella voce e, nonostante l' altezza delle note toccate, potrebbe non essere un tenore. Naturalmente, a prescindere dal tipo di voce, parliamo di fuoriclasse assoluti. Chi mi sa dare delucidazioni?
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MessaggioInviato: Sab 25/03/2017 - 17:53 Rispondi citando
Oblomov
Luce guida dei discepoli
Luce guida dei discepoli
Registrato: 22/08/08 15:59
Messaggi: 654




Secondo me è una vocalità o stile vocale dal fraseggio aggressivo e parlato, a volte urlato, ma in modo controllato e ad alta intensità.
Si distingue quindi dall'opera per una minore componente scura e l'assenza del "coperto", per lo meno affrontato alla maniera tipicamente lirica dopo il "passaggio", precisando che anche nella lirica ci sono molte varianti.
Il fraseggio è solitamente molto scandito, staccato e meno legato (il passaggio continuo tra sillabe). L'attacco è spesso netto, preceduto da un fry egressivo.
Il tutto, se eseguito correttamente non dovrebbe essere rischioso, poichè rimangono validi i principi di base dell'appoggio, cambiando solo (si fa per dire) lo stile di emissione e la timbrica, ma alcuni modi di affrontarlo sono molto radicali e "sporchi", ma a loro volta questi aspetti possono volendo, essere integrati e tenuti sotto controllo.
Il twang ne è un elemento distintivo e può essere più o meno pronunciato, per esempio quello di Anastacia, suona quasi nasale, al punto che viene il dubbio che un po' possa effettivamente esserlo.
L'impressione è quella di un suono diretto e aperto che evita di comunicare leggerezza e "galleggiamento" nel senso classico del termine, anche se può comunque trasmetterla in termini di facilità.
Dopo un Fa, per esempio, potresti voler comunicare che ti manca solo il Sol e che questo sia più spinto, senza che sia effettivamente così, allora magari dai l'effetto di schiacciarlo e di aprirlo, poi magari a sorpresa tiri fuori un La Very Happy che non lo è per nulla. Nel belting, se notiamo, si gioca spesso su questi effetti.
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